Se bazzichi i sentieri delle Dolomiti o i percorsi tecnici dell’Appennino, avrai sicuramente notato ai piedi di molti escursionisti una scarpa dal design inconfondibile. Stiamo parlando delle Salomon XA PRO 3D, un modello che non è solo una calzatura, ma una vera e propria istituzione nel mondo dell’outdoor. Tuttavia, cosa rende questa scarpa così longeva in un mercato che sforna novità ogni sei mesi?
In primo luogo, cerchiamo di capire a chi si rivolge. Non è una scarpa per chi cerca la massima leggerezza per correre un chilometro verticale, bensì è il carro armato agile per chi cerca stabilità, protezione e una durata che sfida i terreni più abrasivi.
Il Verdetto in Breve
La Salomon XA PRO 3D è il “carro armato” del trail: una scarpa leggendaria che privilegia la protezione e la stabilità assoluta rispetto alla leggerezza estrema. È la scelta definitiva per l’escursionista che affronta terreni tecnici e pietrosi.
| Pro | Contro |
| Stabilità: Il telaio 3D Chassis è imbattibile. | Peso: Più pesante della media dei competitor. |
| Protezione: Punta rinforzata a prova di urti. | Rigidità: Richiede un breve periodo di rodaggio. |
| Durata: Materiali ultra-resistenti all’usura. | Ammortizzazione: Secca, meno “morbida” sui lunghi tratti asfaltati. |
Recensione in 2 minuti: Salomon XA PRO 3D v9
Iniziamo col dire che se cerchi una scarpa per battere il tuo record di velocità su asfalto, sei fuori strada. Al contrario, la Salomon XA PRO 3D v9 è pensata per chi considera il sentiero tecnico il proprio ufficio. La nona generazione affina una formula già vincente, migliorando la reattività senza sacrificare quella sensazione di “armatura” che l’ha resa celebre.
Dal punto di vista del design, la scarpa mantiene il suo look iconico ma aggiorna la tomaia con un mesh più resistente e traspirante. Inoltre, l’intersuola ora integra la tecnologia EnergyCell™+, che offre un ritorno di energia superiore rispetto ai modelli precedenti. Nonostante ciò, rimane una scarpa “secca”: non aspettarti l’effetto nuvola di una Hoka; qui il feedback con il terreno è diretto e comunicativo.
Per quanto riguarda la stabilità, il nuovo 3D Advanced Chassis™ a profilo ribassato è il vero protagonista. In effetti, riducendo l’altezza da terra, Salomon è riuscita a rendere la scarpa più stabile nei passaggi laterali, un aspetto fondamentale quando si affrontano i ghiaioni delle Alpi o i sentieri sconnessi dell’Appennino.
Infine, la suola All Terrain Contagrip® ha ricevuto un aggiornamento nel disegno dei tasselli (profondi 3.5 mm). Di conseguenza, il grip su roccia bagnata è migliorato drasticamente, rendendola una compagna affidabile anche durante i temporali estivi improvvisi.
Specifiche Tecniche in Pillole
- Peso: 323g (Uomo) / 300g (Donna).
- Drop: 11 mm (ideale per chi atterra di tallone).
- Tecnologia: 3D Advanced Chassis, EnergyCell™+, Quicklace.
- Ideale per: Terreni tecnici, rocciosi e misti.
Prezzo e Disponibilità
Il prezzo di listino si aggira intorno ai 160€ per la versione GORE-TEX (GTX) e circa 140-150€ per quella standard. Tuttavia, in Italia è facile trovarla in offerta presso rivenditori specializzati come MisterRunning o Oliunìd.
Il consiglio dell’esperto: Se hai la pianta del piede larga, punta senza esitazioni alla versione “Wide”. La calzata classica di Salomon tende infatti ad essere piuttosto rastremata e fasciante.
In un mercato affollato come quello del trail running, la Salomon XA PRO 3D si colloca in una nicchia molto specifica: quella delle scarpe “ibride” tra corsa tecnica ed escursionismo veloce. Tuttavia, se stai cercando alternative, è fondamentale confrontarle con i modelli che condividono lo stesso DNA di protezione e stabilità.
Ecco le sfidanti più agguerrite per i sentieri italiani:
| Modello | Peso (Uomo) | Drop | Punto di Forza | Terreno Ideale |
| Salomon XA PRO 3D v9 | ~323g | 11mm | Stabilità laterale (Chassis) | Roccia, tecnico, misto |
| La Sportiva Ultra Raptor II | ~355g | 9mm | Protezione e comfort “plush” | Ultra-trail, lunghe distanze |
| Adidas Terrex Swift R3 | ~310g | 10mm | Grip su bagnato (Continental) | Fango, roccia umida |
| Merrell Moab Speed 2 | ~280g | 10mm | Leggerezza e agilità | Sentieri battuti, fast-hiking |
Analisi dei Competitor
1. La Sportiva Ultra Raptor II: La “Corazzata” Italiana
In primo luogo, non possiamo non citare la rivale numero uno nel nostro Paese. Mentre la Salomon punta tutto sulla rigidità torsionale dello chassis, l’Ultra Raptor II offre un’ammortizzazione più generosa.
- Differenza chiave: La Sportiva è spesso preferita per le lunghe camminate (cammini, alte vie), mentre la XA PRO 3D v9 risulta più precisa nei passaggi tecnici dove serve non “sentire” le asperità sotto il piede.
2. Adidas Terrex Swift R3: Il Grip Automobilistico
In aggiunta alla protezione, molti utenti cercano la sicurezza sul bagnato. Qui la Terrex Swift R3 brilla grazie alla gomma Continental™. In effetti, se la tua priorità è non scivolare sulle pietre bagnate delle Alpi Apuane, Adidas offre un leggero vantaggio in termini di mescola rispetto al pur ottimo Contagrip di Salomon.
3. Merrell Moab Speed 2: L’Alternativa Leggera
Al contrario, se senti che la Salomon è troppo “pesante” per i tuoi gusti, la Moab Speed 2 è la soluzione. Nonostante mantenga una buona protezione, è sensibilmente più leggera. Di conseguenza, è perfetta per chi vuole muoversi più velocemente su sentieri meno “cattivi” ma non vuole ancora passare a una scarpa da corsa pura.
Quale scegliere?
In sintesi, la scelta dipende dal tuo stile:
- Scegli Salomon se hai bisogno di un supporto extra per le caviglie e vuoi una scarpa “indistruttibile” per il trekking tecnico.
- Scegli La Sportiva se cerchi il massimo comfort per i piedi dopo 8 ore di cammino.
- Scegli Adidas se affronti spesso condizioni di meteo incerto e fango.
Quando si parla di ammortizzazione (o cushioning), la Salomon XA PRO 3D v9 non cerca di imitarti le “nuvole” sotto i piedi tipiche di una scarpa da ultra-maratona. Al contrario, la filosofia qui è la protezione attiva: assorbire l’urto senza farti perdere la sensibilità necessaria sui terreni tecnici.
L’Intersuola: Tecnologia EnergyCell™+
Il cuore dell’ammortizzazione è la mescola EnergyCell™+. A differenza della classica schiuma EVA presente in modelli entry-level, questo materiale è progettato per:
- Reattività (Rebound): Offrire una spinta elastica ad ogni passo, riducendo l’affaticamento muscolare durante le salite.
- Assorbimento degli impatti: Disperdere l’energia cinetica quando colpisci pietre o radici, proteggendo le articolazioni.
- Costanza nel tempo: La densità della schiuma è studiata per non “cedere” dopo pochi chilometri, mantenendo la stessa risposta anche dopo ore di cammino.
Geometria e Sensazione al Piede
Nonostante l’ottima qualità dei materiali, la sensazione generale è descritta come “moderata” o “ferma”.
- Stack Height (Altezza da terra): Con circa 28.7 mm al tallone e 17.3 mm all’avampiede, la scarpa ti tiene abbastanza vicino al terreno. Di conseguenza, avrai una stabilità superiore rispetto a scarpe con suole molto alte (come le Hoka), riducendo drasticamente il rischio di distorsioni della caviglia sui ghiaioni.
- Il Drop di 11 mm: Questo dislivello tra tacco e punta è piuttosto marcato. In effetti, è una manna dal cielo per chi soffre di problemi al tendine d’Achille o per chi tende ad atterrare pesantemente di tallone (heel strikers), poiché sposta il carico biomeccanico in modo più favorevole.
Confronto Rapido: Ammortizzazione
| Caratteristica | Salomon XA PRO 3D v9 | Hoka Speedgoat 6 | La Sportiva Ultra Raptor II |
| Tipo di Cushioning | Fermo / Protettivo | Morbido / Massimo | Medio / Bilanciato |
| Sensazione | “Carro armato” agile | “Tappeto volante” | Robusta e ammortizzata |
| Ritorno Energia | Alto (EnergyCell+) | Altissimo | Moderato |
In sintesi: Se cerchi una scarpa che ti faccia “sentire” il sentiero senza soffrire le asperità, l’ammortizzazione della XA PRO 3D è perfetta. Tuttavia, se la tua priorità è il massimo comfort soffice per le tue ginocchia su tratti pianeggianti o asfalto, potresti trovarla un po’ troppo rigida.
Quando parliamo di ritorno di energia (o energy return), la Salomon XA PRO 3D v9 compie un salto generazionale netto rispetto ai modelli del passato. Inizialmente, questa scarpa era vista quasi esclusivamente come un modello pesante e “pigro” in termini di spinta. Tuttavia, con l’introduzione delle nuove mescole, la musica è cambiata radicalmente.
Il segreto: La mescola EnergyCell™+
Il cuore della reattività in questa scarpa è il materiale dell’intersuola denominato EnergyCell™+. A differenza della comune schiuma EVA, questo composto di poliuretano è progettato per:
- Effetto Molla: Restituire una percentuale maggiore della forza impressa durante la fase di appoggio. In effetti, non appena il piede comprime la suola, il materiale tende a tornare rapidamente alla sua forma originale, facilitando la fase di stacco (toe-off).
- Reattività costante: Mantenere questa proprietà elastica anche dopo ore di utilizzo intenso. Inoltre, non risente eccessivamente delle variazioni di temperatura, un dettaglio fondamentale per chi affronta i forti sbalzi termici tipici dell’alta quota italiana.
Sinergia con il 3D Advanced Chassis™
Parallelamente alla schiuma, il ritorno di energia è influenzato dalla struttura del telaio. Nello specifico, lo chassis 3D funge da leva:
- Fase di carico: Durante l’impatto, lo chassis stabilizza la deformazione della schiuma.
- Fase di spinta: Agisce come un binario rigido che incanala l’energia in avanti, evitando così dispersioni laterali che renderebbero la corsa meno efficiente.
Sensazione sul campo: Reattività vs Morbidezza
È importante fare una distinzione netta. Mentre scarpe con un ritorno di energia “morbido” (come le schiume Pebax da strada) danno una sensazione di rimbalzo quasi instabile, la Salomon offre un ritorno di energia “solido”.
- Di conseguenza, la spinta si sente soprattutto nei tratti in salita e nei rilanci dopo le curve strette sui sentieri tecnici.
- Nonostante ciò, non aspettarti l’effetto propulsivo di una piastra in carbonio; qui l’obiettivo è l’efficienza meccanica, non il record di velocità pura.
Analisi per il trailrunner italiano
Se corri spesso su sentieri “spaccagambe” come quelli della Liguria o delle Prealpi, dove il terreno cambia continuamente pendenza, apprezzerai questo ritorno di energia. In sintesi, la scarpa ti aiuta a mantenere il ritmo senza che il piede “affondi” troppo nel materiale, preservando la forza muscolare dei polpacci.
Il parere tecnico: Il ritorno di energia della XA PRO 3D v9 è classificabile come “High-Efficiency”. È pensato per chi vuole muoversi velocemente con uno zaino leggero sulle spalle, garantendo una progressione fluida e costante.
Quando analizziamo l’Heel Stack (l’altezza della suola al tallone) della Salomon XA PRO 3D v9, entriamo nel cuore della sua natura di scarpa “ibrida”. In particolare, questo valore è fondamentale per capire quanta protezione avrai tra il tuo tallone e le rocce appuntite dei sentieri tecnici.
I Numeri: Altezza e Protezione
La Salomon XA PRO 3D v9 presenta un Heel Stack di circa 28.7 mm. A prima vista, questo valore potrebbe sembrare contenuto se paragonato alle moderne scarpe “maximalist” che superano i 35 mm, tuttavia, è una scelta ingegneristica ben precisa.
- Protezione Meccanica: Questi quasi 29 mm non sono composti solo da schiuma morbida. Al contrario, includono lo strato di gomma Contagrip, la schiuma EnergyCell+ e, soprattutto, l’inserto del 3D Advanced Chassis.
- Isolamento dal terreno: In effetti, questa altezza è sufficiente a garantire che, anche atterrando con forza su una pietra tagliente (tipica dei sentieri calcarei italiani), l’urto venga dissipato prima di raggiungere il calcagno.
L’impatto sulla stabilità (Baricentro)
Nello specifico, mantenere un Heel Stack sotto i 30 mm permette di avere un baricentro relativamente basso.
- Sicurezza in discesa: A differenza di scarpe molto alte che possono risultare instabili (“effetto trampolo”), la XA PRO 3D ti permette di sentire il terreno.
- Prevenzione distorsioni: Di conseguenza, il rischio di una rotazione improvvisa della caviglia su terreni sconnessi è drasticamente ridotto, poiché la leva laterale è minore.
Il Drop risultante
Considerando che l’altezza all’avampiede (Forefoot Stack) è di circa 17.3 mm, otteniamo un drop di 11 mm. Nonostante la tendenza moderna si sposti verso drop più bassi (4-6 mm), Salomon mantiene questa configurazione per un motivo specifico: il comfort dell’escursionista.
- Per esempio, durante lunghe camminate con uno zaino, un drop elevato riduce lo stress sul tendine d’Achille e sui polpacci.
- Inoltre, facilita la transizione per chi ha una camminata naturale che parte dal tallone, rendendo la rullata più fluida.
Sintesi Tecnica per l’utente italiano
Se i tuoi percorsi abituali prevedono le pietraie della Majella o i sentieri tecnici della Valle d’Aosta, l’Heel Stack della Salomon è il compromesso ideale.
In sintesi:
- Abbastanza alto per proteggerti dai traumi da impatto.
- Abbastanza basso per non farti perdere il contatto “intimo” con il sentiero.
Se l’altezza al tallone rappresenta la “corazza”, il Forefoot Stack (l’altezza della suola all’avampiede) della Salomon XA PRO 3D v9 rappresenta la “precisione”. Nello specifico, parliamo di un’altezza di circa 17.3 mm.
A differenza del generoso spessore posteriore, qui la scarpa si assottiglia notevolmente per un obiettivo preciso: darti il controllo totale dove serve di più.
Sensibilità e Precisione: Il “Feel” del Terreno
In primo luogo, un avampiede più basso significa che le dita dei piedi sono più vicine al suolo. In effetti, questo è fondamentale quando:
- Affronti passaggi tecnici: Se devi posizionare il piede su una piccola cresta di roccia o su una radice bagnata, hai bisogno di “sentire” dove finisce la scarpa e inizia il sentiero.
- Cerchi stabilità in spinta: Di conseguenza, la fase di stacco è molto più stabile e meno soggetta a torsioni impreviste rispetto a una scarpa con troppo spessore sotto le dita.
Protezione vs Flessibilità
Nonostante lo spessore ridotto di 17.3 mm, non temere per la pianta del piede. Infatti, Salomon ha integrato soluzioni specifiche:
- Profeel Film: In questa zona è spesso inserita una pellicola protettiva che agisce come un filtro tra il piede e le asperità. In tal modo, le pietre appuntite non diventano dolorose durante la corsa.
- Flessibilità naturale: Un Forefoot Stack contenuto permette alla scarpa di flettere meglio seguendo il movimento naturale dell’articolazione metatarsale. Inoltre, questo facilita notevolmente la camminata in salita ripida, dove il tallone non tocca quasi mai il suolo.
Il “Ground Sense” per il Territorio Italiano
Per esempio, se stai percorrendo i sentieri tecnici e irregolari della Costiera Amalfitana o le mulattiere di pietra della Valtellina, apprezzerai questo design. Mentre le scarpe troppo ammortizzate all’avampiede possono dare una sensazione di “galleggiamento” insicuro, la XA PRO 3D ti trasmette esattamente cosa succede sotto i piedi.
In sintesi, la combinazione tra un tallone protettivo e un avampiede reattivo crea quella dinamica di camminata che i tecnici chiamano “rullata bilanciata”.
Verdetto Tecnico: Il Forefoot Stack di 17.3 mm è la scelta perfetta per chi privilegia la precisione chirurgica nei movimenti. Tuttavia, se corri per distanze lunghissime (ultra-maratone) su fondi molto duri, potresti desiderare un po’ più di materiale per mitigare l’affaticamento dell’avampiede a fine giornata.
Quando parliamo della Midsole Softness (la morbidezza dell’intersuola) delle Salomon XA PRO 3D v9, dobbiamo chiarire subito un punto fondamentale: se cerchi una sensazione di “morbidezza marshmallow”, questa non è la scarpa per te. Al contrario, la filosofia di Salomon per questo modello è sempre stata orientata verso una compattezza strutturale che garantisce sicurezza.
La Densità della Schiuma: Fermezza sopra ogni cosa
In primo luogo, la mescola EnergyCell™+ utilizzata nell’intersuola è classificabile come “medio-rigida”. Nello specifico, non è una schiuma che affonda sotto il peso del corpo. In effetti, questa scelta tecnica serve a:
- Prevenire il “Bottoming Out”: Ovvero evitare che la schiuma si comprima totalmente fino a far sentire l’impatto col terreno duro. Di conseguenza, la protezione rimane costante anche dopo ore di cammino.
- Supportare il Carico: Se porti uno zaino pesante (molto comune tra gli escursionisti italiani che affrontano le Alte Vie), un’intersuola troppo morbida collasserebbe, compromettendo la postura.
Il ruolo del 3D Chassis nella percezione della morbidezza
In aggiunta alla densità della schiuma, la presenza del telaio 3D Advanced Chassis influenza enormemente la sensazione al piede. Poiché questo inserto rigido è posizionato proprio all’interno dell’intersuola, la scarpa trasmette una sensazione di solidità granitica.
- Tuttavia, la versione v9 ha apportato dei piccoli miglioramenti: la schiuma è stata leggermente ricalibrata per risultare un briciolo più accogliente rispetto alle versioni precedenti (come la v8), che molti utenti trovavano eccessivamente “secche”.
Confronto Sensoriale
Per darti un’idea più chiara, ecco come si posiziona la XA PRO 3D rispetto ad altri standard del mercato:
- Hoka Speedgoat: Estremamente morbida (effetto gommapiuma).
- La Sportiva Akasha II: Bilanciata, con una morbidezza accogliente ma stabile.
- Salomon XA PRO 3D v9: Fermezza protettiva. La senti “dura” al primo impatto, ma estremamente affidabile quando il terreno diventa cattivo.
Perché questa “durezza” è un vantaggio in Italia?
Per esempio, se ti trovi ad attraversare un ghiaione instabile sul Gran Sasso o sui Piani Resinelli, un’intersuola troppo morbida farebbe “ballare” il piede, aumentando il rischio di storte. Invece, la rigidità della Salomon agisce come una piattaforma stabile che ti permette di spingere con decisione senza dispersioni.
In sintesi:
La morbidezza della XA PRO 3D v9 è funzionale, non edonistica. È progettata per durare nel tempo e per proteggere il piede dalle sollecitazioni violente dei sentieri tecnici, non per cullarlo su sentieri pianeggianti.
Quando si affrontano i sentieri italiani, che spaziano dalle placche di calcare liscio delle Dolomiti al sottobosco umido dell’Appennino, il binomio Traction (trazione) e Grip (aderenza) diventa una questione di sicurezza vitale. Nello specifico, la Salomon XA PRO 3D v9 si affida alla tecnologia proprietaria All Terrain Contagrip®, progettata per essere un vero “quattro stagioni” del piede.
La Mescola: All Terrain Contagrip®
In primo luogo, è fondamentale distinguere tra aderenza chimica e trazione meccanica. La mescola della XA PRO 3D è bilanciata per offrire un’aderenza superiore sulla roccia nuda. A differenza di mescole troppo morbide che si consumano dopo pochi chilometri su asfalto, questa gomma è estremamente durevole.
- Sui terreni asciutti: La scarpa morde letteralmente la roccia, offrendo una fiducia totale nei passaggi esposti.
- Sulle superfici bagnate: Nonostante storicamente Salomon avesse qualche lacuna sul bagnato, la nuova formula della v9 ha migliorato il coefficiente di attrito. In effetti, la sicurezza su pietre umide o radici è ora ai vertici della categoria.
Il Disegno dei Tasselli (Lug Design)
In aggiunta alla mescola, la geometria della suola gioca un ruolo chiave. I tasselli non sono solo profondi (circa 3.5 mm), ma hanno una disposizione strategica:
- Zona del tallone: I tasselli sono orientati in modo opposto rispetto all’avampiede. Di conseguenza, durante le discese ripide, agiscono come dei veri e propri freni meccanici, riducendo il rischio di scivolate.
- Zona dell’avampiede: Qui la forma è pensata per massimizzare la propulsione. In tal modo, ogni spinta in salita viene trasformata in movimento senza dispersioni o slittamenti.
- Spaziature generose: Il design permette un buon scarico del fango. Tuttavia, non essendo una scarpa specifica per il fango profondo (come la Speedcross), potrebbe soffrire leggermente nei terreni estremamente pesanti e “collosi”.
Performance sul territorio italiano
Per esempio, se percorri i sentieri vulcanici dell’Etna o i ghiaioni del Brenta, la trazione della XA PRO 3D brilla per la sua capacità di adattarsi a superfici inconsistenti. In sintesi, la stabilità strutturale della scarpa impedisce alla suola di torcersi eccessivamente, garantendo che l’intera superficie dei tasselli rimanga a contatto con il suolo il più a lungo possibile.
Il consiglio tecnico: Se la tua priorità assoluta è il grip su fango profondo e viscido, Salomon offre modelli più specialistici. Ma se cerchi una scarpa che non ti tradisca mai nel passaggio dalla roccia al sentiero battuto, la XA PRO 3D è il punto di riferimento.
Il design della suola (o outsole) della Salomon XA PRO 3D v9 non è solo uno strato di gomma, ma un sofisticato sistema di ingegneria meccanica. In effetti, è proprio qui che la scarpa vince la sfida contro i terreni più ostici del nostro Paese.
Geometria dei Tasselli: Frenata e Propulsione
In primo luogo, osservando il battistrada, si nota una disposizione asimmetrica dei tasselli. Nello specifico, Salomon utilizza una geometria chiamata chevron (a forma di “V”).
- Nel retropiede: I tasselli sono orientati verso l’avanti. Di conseguenza, quando affronti una discesa ripida su un sentiero tecnico come quelli della Val Grande, la suola agisce come un artiglio che ancora il tallone al terreno, garantendo una frenata sicura.
- Nell’avampiede: I tasselli sono orientati verso il retro. In tal modo, durante la spinta in salita, offrono la massima trazione meccanica, impedendo al piede di scivolare indietro su fango o detriti.
Canali di Scarico e Autopulizia
In aggiunta alla disposizione, la distanza tra i tasselli è stata studiata meticolosamente. A differenza di scarpe da trail “pure” con tasselli molto fitti, la XA PRO 3D presenta spaziature ampie.
- Vantaggio: Questo permette alla suola di espellere rapidamente il fango e i piccoli sassi. In effetti, è frustrante quando il fango si accumula sotto la scarpa creando una superficie liscia; con questo design, il problema è ridotto al minimo.
- Superficie di Contatto: Tuttavia, la forma dei tasselli è piatta sulla sommità. In questo modo, aumentano la superficie di contatto sulla roccia nuda, migliorando l’aderenza (grip) rispetto a tasselli troppo appuntiti che potrebbero risultare instabili sul duro.
Sinergia con il 3D Advanced Chassis
Un aspetto cruciale del design della suola è la sua integrazione con il telaio. Lo chassis non è nascosto, ma è visibile attraverso la suola nella zona mediale. Parallelamente alla protezione del piede, questa integrazione permette alla suola di mantenere la sua forma originale sotto carico. Di conseguenza, anche se pesi 90 kg e stai camminando su uno spigolo di roccia, la suola non si deforma eccessivamente, mantenendo i tasselli in posizione di lavoro ottimale.
Analisi per l’ambiente italiano
Per esempio, se cammini sulle pietre lisce e calcaree del Carso o sui sentieri granulosi delle Apuane, apprezzerai la robustezza di questo design. Mentre altre suole potrebbero subire tagli o “strappi” dei tasselli (il cosiddetto chipping), la mescola All Terrain Contagrip abbinata a questo design strutturato garantisce una longevità superiore alla media.
In sintesi:
Il design dell’outsole della v9 è un capolavoro di equilibrio. Non è estremo come quello di una scarpa da fango, ma è incredibilmente affidabile su quel 90% di terreni misti che caratterizzano le montagne italiane.
Quando si analizza la Salomon XA PRO 3D v9 sotto la lente della stabilità, il parametro della Flexibility/Stiffness (flessibilità vs rigidità) è probabilmente l’aspetto più polarizzante. Iniziamo col dire che, se cerchi una scarpa che si pieghi come una ballerina, sei completamente fuori strada. Questa calzatura è orgogliosamente rigida.
La Rigidità Torsionale: Il DNA della Scarpa
In primo luogo, dobbiamo parlare del cuore tecnologico: il 3D Advanced Chassis™. Questo inserto in materiale plastico rigido è posizionato tra la suola e l’intersuola.
- Perché è così rigida? La rigidità torsionale impedisce alla scarpa di “torcersi” lateralmente. In effetti, se appoggi il piede su una pietra instabile o su una radice di traverso, la scarpa non si deforma, evitando che la caviglia subisca sollecitazioni pericolose.
- Risultato: Ottieni una piattaforma di appoggio granitica, di conseguenza, la fatica muscolare nei lunghi traversi è notevolmente ridotta.
Flessibilità Longitudinale: Un Compromesso Necessario
Al contrario, se provi a piegare la scarpa con le mani, noterai che la flessione longitudinale (quella che permette il movimento della rullata) è presente ma “frenata”.
- In salita: La rigidità aiuta a scaricare la forza sulla punta senza che l’arco plantare debba lavorare eccessivamente. Nello specifico, la scarpa funge da leva, facilitando la progressione sui sentieri ripidi delle nostre Dolomiti.
- In discesa: La struttura rigida protegge il piede dagli impatti violenti. Tuttavia, questa stessa rigidità richiede un breve periodo di “rodaggio”. Non aspettarti che sia comodissima appena uscita dalla scatola; ha bisogno di qualche decina di chilometri per ammorbidirsi leggermente nei punti giusti.
Il parere tecnico per l’escursionista italiano
Per esempio, se stai percorrendo l’Alta Via dei Monti Liguri o i sentieri tecnici del Gran Sasso, la rigidità della XA PRO 3D è la tua migliore alleata.
- Mentre le scarpe da trail running moderne puntano alla massima flessibilità per aumentare la velocità, Salomon punta alla sicurezza.
- Inoltre, una scarpa rigida protegge molto meglio la fascia plantare dalle infiammazioni causate dal continuo “copiare” le asperità del terreno.
In sintesi: Meglio rigida o flessibile?
In definitiva, la scelta dipende dalle tue necessità:
- Scegli questa rigidità se: Cerchi protezione totale, soffri di caviglie deboli o porti spesso uno zaino da 10-15 kg.
- Evitala se: Corri solo su sentieri battuti o pinete pianeggianti dove una scarpa più flessibile ti permetterebbe una corsa più naturale.
Il peso della Salomon XA PRO 3D v9 è spesso l’argomento più dibattuto nei forum di outdoor in Italia. Senza troppi giri di parole, se sei un fanatico del “light and fast” estremo, questo dato potrebbe farti storcere il naso. Tuttavia, c’è una ragione tecnica precisa dietro ogni grammo di questa scarpa.
I Numeri sulla Bilancia
In primo luogo, guardiamo i dati ufficiali:
- Versione Uomo: Circa 323 grammi (per la taglia media).
- Versione Donna: Circa 300 grammi.
- Versione GORE-TEX (GTX): Aggiungi circa 15-20 grammi extra a causa della membrana impermeabile.
In effetti, se confrontata con una scarpa da trail running pura come la Salomon S/Lab Pulse (che pesa quasi 100g in meno), la XA PRO 3D appare come un peso massimo. Ma, a differenza di quelle calzature “da gara”, qui il peso è sinonimo di sostanza strutturale.
Perché pesa così tanto?
Nello specifico, i grammi “extra” che senti ai piedi sono distribuiti in tre componenti chiave che definiscono l’affidabilità del modello:
- Il 3D Advanced Chassis: Questo telaio in plastica rigida appesantisce la scarpa rispetto a una suola composta solo da schiuma. Tuttavia, è ciò che ti salva la caviglia sui ghiaioni instabili.
- La Tomaia Rinforzata: I materiali sono spessi e resistenti alle abrasioni. In aggiunta alla robustezza, il puntale in gomma rinforzata (toe-cap) è massiccio. Di conseguenza, puoi colpire pietre frontalmente senza sentire dolore e senza distruggere la scarpa.
- Il Sistema SensiFit e Quicklace: I rinforzi laterali che avvolgono il piede aggiungono complessità e materiale, garantendo però una stabilità che le scarpe leggere non possono sognarsi.
La percezione del peso sul sentiero
Nonostante i 323 grammi, la percezione dinamica è sorprendente. In tal modo, grazie all’intersuola EnergyCell™+ e al drop di 11 mm, la scarpa risulta meno “goffa” di quanto si possa pensare.
- In salita: Il peso si fa sentire dopo qualche ora, invece…
- In discesa: Quel peso extra si traduce in inerzia positiva e stabilità. In effetti, la scarpa “spiana” le irregolarità del terreno, permettendoti di scendere con una confidenza che una scarpa più leggera non trasmetterebbe.
Analisi per il territorio italiano
Per esempio, se stai affrontando le pietre taglienti del Carso o i sentieri selvaggi della Sardegna, quei grammi in più sono la tua assicurazione sulla vita per la scarpa. Mentre un modello da 250g rischierebbe di lacerarsi dopo poche uscite, la XA PRO 3D è costruita per durare stagioni intere.
In sintesi:
Il peso della Salomon XA PRO 3D v9 non è un difetto, ma una scelta progettuale. È la scarpa per chi preferisce tornare a casa con i piedi riposati e la calzatura integra, piuttosto che risparmiare pochi grammi a discapito della protezione.
Quando si parla di Breathability (traspirabilità) per le Salomon XA PRO 3D v9, la situazione cambia drasticamente a seconda della versione che scegli. In primo luogo, è fondamentale capire che il mercato italiano offre due varianti: quella standard (con mesh aperto) e quella in GORE-TEX (GTX).
La Versione Standard: Il flusso d’aria
Nella versione non impermeabile, Salomon utilizza un 3D Mesh a trama fitta. Nello specifico, questo materiale è progettato per:
- Gestione dell’umidità: Permettere al sudore di evaporare rapidamente durante le escursioni sotto il sole cocente della Sicilia o della Sardegna.
- Filtro detriti: La trama è abbastanza stretta da impedire alla polvere fine e alla sabbia di entrare, tuttavia, garantisce un passaggio d’aria costante.
- In effetti, se prevedi di utilizzare le scarpe principalmente tra maggio e settembre, questa è la scelta più saggia per evitare il surriscaldamento del piede.
La Versione GORE-TEX: Protezione vs Ventilazione
Al contrario, la versione GTX integra la celebre membrana impermeabile. Mentre questa tecnologia è imbattibile per mantenere i piedi asciutti durante l’attraversamento di un ruscello o sotto un temporale sulle Alpi, ha un costo in termini di ventilazione.
- Effetto Serra: In giornate molto calde (sopra i 25-30°C), il calore corporeo fatica a uscire. Di conseguenza, potresti avvertire una sensazione di umidità interna dovuta al sudore, non all’acqua esterna.
- Tempi di asciugatura: Se l’acqua entra dall’alto (ad esempio dalla caviglia), la versione in GORE-TEX impiegherà molto più tempo ad asciugarsi rispetto alla versione standard.
Design strutturale e calore
In aggiunta alla membrana, bisogna considerare che la XA PRO 3D è una scarpa molto “strutturata”. In effetti, i numerosi rinforzi laterali in materiale sintetico (il sistema SensiFit™) coprono una buona parte della tomaia.
- Nonostante il mesh sia di alta qualità, queste protezioni riducono inevitabilmente la superficie totale dedicata allo scambio d’aria.
- Per esempio, rispetto a una scarpa da trail running minimalista, la XA PRO 3D risulterà sempre un po’ più calda.
Consigli per l’audience italiana
Data la varietà climatica del nostro Paese, ecco come orientarsi:
- Appennini e Isole (Estate): Scegli la versione standard. La traspirabilità superiore ti salverà dalle vesciche causate dal calore.
- Alpi e Trekking Autunnale: Scegli la versione GORE-TEX. La protezione contro l’umidità dell’erba mattutina e il fango è più importante della ventilazione estrema.
In sintesi:
La traspirabilità della Salomon XA PRO 3D v9 è ottima per la sua categoria (scarpe protettive), ma non può competere con modelli ultra-leggeri. Tuttavia, la capacità del mesh di resistere all’abrasione pur lasciando respirare il piede è uno dei punti di forza tecnici di questa nona edizione.
Se c’è un motivo per cui la Salomon XA PRO 3D v9 è diventata un oggetto di culto tra gli escursionisti italiani, quel motivo è senza dubbio la stabilità. Iniziamo col dire che non esiste un’altra scarpa sul mercato che offra la stessa sensazione di “piede su un binario”, un aspetto cruciale quando ti trovi a gestire i sentieri tecnici e irregolari che caratterizzano il nostro territorio.
Il Cuore della Stabilità: 3D Advanced Chassis™
La vera magia avviene sotto la pianta del piede. Nello specifico, il telaio 3D Advanced Chassis™ è un inserto rigido posizionato tra la suola e l’intersuola che agisce come uno scheletro strutturale.
- Controllo Torsionale: Questo telaio impedisce alla scarpa di torcersi lateralmente. In effetti, quando appoggi il piede su uno spigolo di roccia o su una radice di traverso, la scarpa rimane piatta. Di conseguenza, la tua caviglia non deve lavorare freneticamente per compensare l’instabilità, riducendo drasticamente il rischio di distorsioni.
- Protezione in Discesa: Durante le discese tecniche, lo chassis assorbe le forze laterali. In tal modo, il piede non scivola verso l’esterno della scarpa, garantendo una precisione millimetrica in ogni appoggio.
Baricentro e Geometria: Stabilità a Basso Profilo
A differenza di molte scarpe da trail moderne che puntano su suole altissime (maximalist), Salomon mantiene un profilo relativamente basso.
- Contatto con il Suolo: Più sei vicino al terreno, minore è l’effetto leva in caso di appoggio errato. Inoltre, la pianta della XA PRO 3D è leggermente più larga della media nella zona del tallone e dell’avampiede.
- Base d’Appoggio Ampia: Questa larghezza extra crea una “base” solida. Mentre corri o cammini sui ghiaioni instabili, come quelli che trovi sul Gran Sasso o nelle Dolomiti, senti che la scarpa morde il terreno con una superficie maggiore, offrendoti una sicurezza psicologica immediata.
SensiFit™: La Stabilità della Tomaia
Parallelamente alla struttura della suola, la stabilità è garantita anche dalla parte superiore. Il sistema SensiFit™ avvolge il piede in modo fasciante.
- In sintesi: Le “ali” laterali collegate al sistema di allacciatura Quicklace™ bloccano il collo del piede. In questo modo, anche nei traversi più ripidi, il piede non “balla” dentro la calzatura.
- Risultato: Scarpa e piede diventano un unico corpo meccanico.
Perché la stabilità è fondamentale in Italia?
Per esempio, pensa ai sentieri della Liguria o ai percorsi delle Apuane: sono spesso stretti, ricoperti di pietrisco e con pendenze laterali marcate. In queste condizioni, una scarpa troppo morbida o instabile ti porterebbe a stancare rapidamente i muscoli stabilizzatori della gamba. Al contrario, la Salomon XA PRO 3D v9 fa il lavoro sporco per te, permettendoti di goderti il panorama invece di guardare ossessivamente dove metti i piedi.
Il Verdetto dell’Esperto: Se hai le caviglie “ballerine” o semplicemente vuoi sentirti protetto come se indossassi uno scarpone, ma con l’agilità di una scarpa bassa, la stabilità della XA PRO 3D è il gold standard del settore.
La torsional rigidity (rigidità torsionale) è l’anima tecnica della Salomon XA PRO 3D v9 ed è ciò che la separa nettamente da una comune scarpa da trail running. In parole povere, la rigidità torsionale è la resistenza della scarpa a “strizzarsi” o ruotare lungo il suo asse longitudinale.
Se provi a prendere questa scarpa con due mani e a girare la punta in una direzione e il tallone nell’altra, noterai una resistenza quasi granitica. Nello specifico, ecco perché questo dettaglio tecnico è fondamentale per chi cammina o corre sui nostri sentieri.
Il segreto: Il 3D Advanced Chassis™
Questa resistenza non è data solo dai materiali della tomaia, bensì dall’inserto plastico brevettato da Salomon.
- Controllo millimetrico: Quando appoggi il piede su un terreno irregolare (pensa ai sentieri rocciosi dell’Appennino Centrale), la scarpa non si adatta alla forma della roccia torcendosi, ma mantiene la sua piattaforma piana.
- Risparmio energetico: Di conseguenza, i piccoli muscoli stabilizzatori del piede e della caviglia non devono lavorare costantemente per correggere la postura. In effetti, questo riduce drasticamente l’affaticamento dopo ore di cammino.
Perché è vitale per l’escursionista italiano?
In primo luogo, i nostri sentieri sono spesso caratterizzati da “traversi” (sentieri in pendenza laterale).
- Stabilità laterale: In un traverso, una scarpa flessibile tenderebbe a far scivolare il piede verso l’esterno della suola. Al contrario, la XA PRO 3D rimane rigida, permettendoti di incidere il sentiero quasi come se fosse uno scarpone da montagna.
- Protezione contro le distorsioni: Inoltre, la rigidità torsionale è la prima linea di difesa contro le storte. Impedendo la rotazione improvvisa della suola, lo chassis protegge i legamenti della caviglia sui terreni più infidi, come i ghiaioni delle Dolomiti.
Il rovescio della medaglia
Tuttavia, tanta rigidità ha un prezzo.
- Meno naturalezza: Inizialmente, la scarpa può sembrare quasi “ingessata” se sei abituato a modelli minimalisti.
- Terreni piani: Sull’asfalto o sulle strade bianche pianeggianti, questa rigidità impedisce una rullata fluida. In tal modo, la scarpa può risultare un po’ “secca” e meno confortevole rispetto a una calzatura più flessibile.
In sintesi
Parallelamente alla protezione dagli urti, la rigidità torsionale della Salomon XA PRO 3D v9 è ciò che la rende un “attrezzo” da montagna più che una semplice scarpa.
Il parere tecnico: Se il tuo obiettivo è la velocità pura su sentieri facili, questa rigidità potrebbe essere eccessiva. Bensì, se la tua priorità è la sicurezza totale in ambienti selvaggi e tecnici, la stabilità torsionale di Salomon non ha rivali.
La Durability (durata) è il vero cavallo di battaglia della Salomon XA PRO 3D v9. In un’epoca in cui molte scarpe da trail “leggere” iniziano a mostrare segni di cedimento dopo soli 300 km, questo modello è costruito per resistere all’usura brutale dei sentieri italiani, dalle pietre taglienti del Carso ai rovi degli Appennini.
La Tomaia: Una Corazza in Mesh Rinforzato
In primo luogo, la resistenza di questa scarpa parte dai materiali esterni. Salomon utilizza un mesh a trama fitta che non è solo traspirante, ma estremamente resistente alle abrasioni.
- Protezione dai detriti: Il mesh è rinforzato da sovrapposizioni sintetiche termosaldate (SensiFit™) che proteggono le zone più soggette a sfregamento.
- Il Puntale (Toe-Cap): In aggiunta alla tomaia, il rinforzo in gomma sulla punta è massiccio. In effetti, è uno dei più robusti della categoria, capace di incassare urti frontali contro rocce e radici senza che la tomaia si scuci o che le dita subiscano traumi.
Intersuola e Chassis: Integrità Strutturale
Nello specifico, il segreto della longevità della XA PRO 3D risiede nel fatto che non “si siede” col tempo.
- Resistenza alla compressione: La schiuma EnergyCell™+, essendo più densa rispetto alle mescole ultra-morbide dei competitor, mantiene le sue proprietà di ammortizzazione molto più a lungo. Di conseguenza, non avrai quella sensazione di scarpa “scarica” dopo pochi mesi di utilizzo.
- 3D Advanced Chassis: Essendo un elemento plastico rigido, lo chassis non si degrada meccanicamente. In tal modo, la stabilità torsionale della scarpa rimane pressoché identica dal primo al cinquecentesimo chilometro.
La Suola: Mescola All Terrain Contagrip®
Parallelamente alla struttura interna, la suola è progettata per durare.
- A differenza di mescole “sticky” (appiccicose) che si consumano a vista d’occhio sui tratti di asfalto o mulattiere cementate (molto comuni nei nostri borghi di montagna), la gomma Contagrip offre un equilibrio eccellente tra grip e resistenza all’abrasione.
- Inoltre, il design dei tasselli è studiato per prevenire il chipping (il distacco di piccoli pezzi di gomma) quando si corre su rocce vulcaniche o calcaree particolarmente aggressive.
Cosa aspettarsi in termini di chilometraggio?
Basandoci sui feedback della community di trail ed escursionismo in Italia, la Salomon XA PRO 3D v9 si colloca nella fascia alta della durata:
- Utilizzo intenso (terreno tecnico): 600-800 km.
- Utilizzo misto (escursionismo/trekking): Spesso supera i 1000 km prima di richiedere la sostituzione.
Tuttavia, un piccolo punto di attenzione riguarda il cavetto Quicklace™. Nonostante sia incredibilmente resistente (realizzato in Kevlar), lo sfregamento continuo con la polvere e il fango può, a lungo andare, usurare gli occhielli. Bensì, è un componente facilmente sostituibile con un kit originale da pochi euro.
In sintesi:
Scegliere la XA PRO 3D significa fare un investimento. Mentre il prezzo iniziale può sembrare elevato, il costo per chilometro è tra i più bassi del mercato grazie alla sua incredibile robustezza.
Per comprendere davvero il valore tecnico della Salomon XA PRO 3D v9, non bastano le sensazioni: servono i dati crudi dei test di laboratorio. Questi risultati confermano scientificamente perché la scarpa si comporta come un “carro armato” sui sentieri italiani.
Ecco i dati salienti emersi dai test indipendenti (condotti con durometri e macchinari per lo stress meccanico):
1. Durezza dell’Intersuola (Midsole Durometer)
I test di laboratorio utilizzano una scala di durezza (Shore A).
- Risultato: La schiuma EnergyCell™+ della Salomon registra un valore di circa 26-28 HA.
- Analisi: Rispetto alla media delle scarpe da trail (che si attesta sui 20-22 HA), la Salomon è significativamente più ferma. In effetti, questo conferma che l’ammortizzazione è “secca” e orientata alla stabilità strutturale piuttosto che alla morbidezza.
2. Rigidità Torsionale (Torsional Stiffness)
In una scala da 1 a 5 (dove 5 è il massimo della rigidità), la XA PRO 3D v9 ottiene costantemente un 5/5.
- Dettaglio tecnico: Il 3D Advanced Chassis™ impedisce quasi totalmente la rotazione. Di conseguenza, nei test di laboratorio, la forza necessaria per torcere la scarpa è quasi il doppio rispetto a una Hoka Speedgoat o una Nike Pegasus Trail.
3. Resistenza all’Abrasione della Suola (Outsole Durability)
I test misurano quanta gomma viene rimossa dopo un ciclo di abrasione standardizzato.
- Risultato: La gomma All Terrain Contagrip® mostra una perdita di materiale minima (circa 0.7 mm).
- Confronto: Molte scarpe concorrenti con mescole più “morbide” perdono oltre 1.2 mm nello stesso test. In tal modo, i dati di laboratorio confermano che la suola Salomon è progettata per resistere a centinaia di chilometri su rocce abrasive come il granito o il calcare.
4. Flessibilità Longitudinale (Forefoot Flex)
Il test misura la forza (in Newton) necessaria per piegare la scarpa a 90°.
- Risultato: La XA PRO 3D richiede circa 35-40N.
- Analisi: Questo la rende una delle scarpe più rigide sul mercato. Mentre una scarpa da corsa su strada richiede circa 15-20N, la Salomon ne richiede il doppio. Inoltre, questa resistenza non diminuisce drasticamente dopo il rodaggio, garantendo un supporto costante all’arco plantare.
Sintesi dei Test di Laboratorio
| Parametro Testato | Risultato Lab | Giudizio Tecnico |
| Durezza Schiuma | 28 HA | Fermo / Reattivo |
| Rigidità Torsionale | 5 / 5 | Estrema (Massima Stabilità) |
| Spessore Linguetta | 10 mm | Molto imbottita (Comfort alto) |
| Ritorno Energia | ~60% | Efficiente per trekking veloce |
In sintesi: I test di laboratorio confermano che la Salomon XA PRO 3D v9 è una scarpa sovra-ingegnerizzata. Invece di puntare sulla leggerezza, i dati mostrano un focus assoluto sulla costanza delle prestazioni e sulla protezione meccanica.
Siamo arrivati alla domanda finale: vale la pena investire nelle Salomon XA PRO 3D v9? La risposta non è universale, tuttavia, dipende strettamente dal tipo di sentieri che frequenti e da cosa chiedi a una scarpa tecnica. In effetti, questo modello non accetta compromessi: o lo ami per la sua solidità, o lo trovi eccessivo per la sua rigidità.
Ecco una guida rapida per capire se è la scarpa giusta per te:
SÌ, compratele se:
- Cercate la sicurezza totale: Se avete le caviglie “fragili” o se il terreno instabile vi mette ansia, la stabilità dello chassis 3D è la vostra polizza assicurativa.
- Affrontate terreni “cattivi”: Sono perfette per i ghiaioni delle Dolomiti, le rocce taglienti della Sardegna o i sentieri tecnici della Valle d’Aosta.
- Volete che durino anni: Se siete stanchi di cambiare scarpe ogni 300 km, la robustezza dei materiali Salomon vi ripagherà dell’investimento iniziale.
- Portate uno zaino: Sono ideali per il fast-hiking o per trekking di più giorni (come le Alte Vie) dove il peso del carico richiede un supporto extra sotto il piede.
NO, guardate altrove se:
- Cercate la morbidezza assoluta: Se amate l’effetto “nuvola” e ammortizzazioni soffici, la rigidità della XA PRO 3D vi risulterà fastidiosa.
- Correte su sentieri facili: Per strade bianche, pinete o parchi cittadini, questa scarpa è troppo pesante e rigida. Sarebbe come usare un fuoristrada per andare a fare la spesa in centro.
- Il peso è la vostra priorità: Se siete atleti “minimalisti” che contano ogni grammo, i 323g di questo modello vi sembreranno un fardello inutile.
Il Consiglio Finale per l’utente italiano
In sintesi, la Salomon XA PRO 3D v9 è la scelta razionale per chi vive la montagna con spirito d’esplorazione e non vuole preoccuparsi di dove mette i piedi. Mentre il mercato insegue la leggerezza estrema, Salomon resta fedele a un concetto di protezione che in Italia, per la conformazione dei nostri sentieri, ha ancora tantissimo senso.
Pro-tip: Se decidete di acquistarle, ricordatevi che hanno bisogno di un rodaggio di almeno 20-30 km. Non portatele direttamente su un percorso tecnico lungo appena uscite dalla scatola; lasciate che la tomaia e l’intersuola si adattino alla forma del vostro piede.
1. Test di Laboratorio e Recensioni Tecniche
- OutdoorGearLab – Salomon XA Pro 3D v9 Review
- Perché consultarlo: È la fonte d’eccellenza per i test comparativi. In particolare, analizzano la scarpa con criteri oggettivi assegnando punteggi specifici per stabilità, trazione e protezione.
- RunRepeat – Salomon XA Pro 3D v9 Lab Review
- Perché consultarlo: Offre i risultati del durometro (durezza della schiuma) e test di flessibilità millimetrici. Di conseguenza, è il sito migliore per chi vuole vedere la scarpa “sezionata” tecnicamente.
- Road Trail Run – Detailed Multi-Tester Review
- Perché consultarlo: Fornisce recensioni scritte da tester che percorrono centinaia di chilometri su terreni diversi. In tal modo, potrai leggere feedback reali sulla durata a lungo termine della mescola Contagrip.
2. Documentazione Ufficiale e Tecnologie
- Salomon Official – Technology Heritage
- Perché consultarlo: Per comprendere la genesi del sistema 3D Advanced Chassis™ e come si è evoluto dalla prima versione a oggi. Inoltre, spiega nel dettaglio la differenza tra le varie mescole di gomma.
- GORE-TEX Brand – Protective Footwear Standards
- Perché consultarlo: Se hai dubbi sulla versione impermeabile, qui trovi le basi scientifiche sulla traspirabilità della membrana rispetto alla protezione esterna.
3. Community e Feedback Utenti (Internazionale)
- Trailspace – Community Reviews
- Perché consultarlo: Raccoglie le opinioni di escursionisti esperti e backpacker. Nonostante siano pareri soggettivi, sono utilissimi per capire come la scarpa si comporta con carichi pesanti sulle spalle.












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